Una piattaforma digitale di consegne a domicilio opera in una città media con un centinaio di rider che usano bici e scooter propri, inquadrati come lavoratori autonomi. Il compenso è legato al numero di consegne e l'applicazione segnala con una notifica i ritardi. In inverno aumentano le cadute su asfalto bagnato, e un rider viene investito di notte mentre consulta il telefono a un incrocio.
Per i lavoratori autonomi che effettuano consegne in ambito urbano tramite piattaforme digitali, il D.Lgs. 81 del 2015, all'articolo 47-septies, stabilisce che il committente è tenuto, a propria cura e spese, al rispetto del D.Lgs. 81/08. Ciò comporta la valutazione dei rischi, la formazione, la fornitura di dispositivi di protezione e l'attenzione ai fattori organizzativi. Un sistema di compenso che premia la velocità e penalizza i ritardi incide direttamente sul rischio stradale.
L'RSPP della piattaforma valuta i rischi di traffico, meteo, illuminazione e fatica e propone un percorso formativo sulla guida sicura in città. Il datore di lavoro, nel ruolo di committente, fornisce casco, indumenti ad alta visibilità, luci e supporti per il telefono, e modifica l'algoritmo perché non invii notifiche di sollecito durante la guida e sospenda le consegne con condizioni meteo estreme. Un referente di zona raccoglie le segnalazioni dei rider sui tratti stradali più pericolosi.
Per il dibattito: fino a che punto un algoritmo che assegna il lavoro va considerato parte dell'organizzazione della sicurezza?