Aggiornamento – Schede pratiche · 77/80

Tecnici in trasferta all'estero: rischi sanitari, viaggio e sicurezza

Un'impresa che installa impianti di trattamento delle acque, con ottanta dipendenti, invia squadre di tecnici in cantieri in Africa e in Medio Oriente per periodi di diverse settimane. Prima della partenza i tecnici ricevono solo i biglietti e l'indirizzo dell'alloggio. Un tecnico contrae la malaria perché non sapeva di dover seguire una profilassi, e in un altro Paese una squadra resta bloccata per giorni a causa di disordini improvvisi.

Il datore di lavoro italiano che invia lavoratori all'estero mantiene gli obblighi del D.Lgs. 81/08 nei loro confronti, compresa la valutazione dei rischi connessi alla trasferta: rischi sanitari e infettivi, clima, sicurezza delle persone, condizioni dei trasporti e degli alloggi, e anche le norme locali del cantiere. Il medico competente valuta l'idoneità tenendo conto della destinazione e collabora alle misure di profilassi. La gestione delle emergenze deve prevedere contatti, rimpatri e assistenza sanitaria.

L'RSPP predispone per ogni destinazione una scheda paese con rischi, vaccinazioni e profilassi, numeri di emergenza, strutture sanitarie di riferimento e regole di comportamento. Il datore di lavoro stipula un servizio di assistenza internazionale e registra i viaggi sui canali istituzionali dedicati agli italiani all'estero. Il capocantiere effettua un contatto quotidiano con la sede e ha l'autorità di sospendere le attività e organizzare il rientro se la situazione locale peggiora.

Quesito aperto: come valutereste un cantiere estero dove le regole di sicurezza locali sono molto meno severe delle nostre?