Un'azienda di igiene urbana con centottanta operatori effettua la raccolta porta a porta in un comune con centro storico e strade strette. Gli operatori salgono e scendono decine di volte dalla pedana posteriore dei compattatori, e i mezzi fanno frequenti retromarce nei vicoli senza visibilità. Un operatore viene schiacciato contro un muro durante una manovra, e un pedone viene urtato da un mezzo che procedeva a marcia indietro.
La valutazione dei rischi prevista dall'articolo 28 del D.Lgs. 81/08 deve considerare il traffico, la viabilità urbana, la movimentazione dei contenitori e le manovre dei mezzi, che sono attrezzature di lavoro soggette agli articoli 70 e 71. La retromarcia senza visibilità è una delle cause più gravi di infortunio in questo settore. Anche il trasporto sulle pedane è un rischio che va limitato al minimo e consentito solo nelle condizioni previste dalle norme e dal fabbricante.
L'RSPP propone di ripianificare i percorsi riducendo le retromarce, di dotare i mezzi di telecamere posteriori e sensori di prossimità, e di usare un operatore a terra come moviere nelle manovre inevitabili. Il datore di lavoro sceglie per il centro storico mezzi più piccoli e con cabina ribassata, che consentono di scendere dal lato marciapiede. I capisquadra verificano il rispetto del divieto di salire sulla pedana in movimento oltre i brevi tratti consentiti.
Ultima domanda: come si bilanciano la produttività richiesta dall'appalto e la riduzione delle manovre più rischiose?