In un'azienda chimica di medie dimensioni che produce resine, l'ufficio acquisti sostituisce i guanti di protezione chimica con un modello più economico, senza consultare il servizio di prevenzione. Gli addetti al reparto miscelazione segnalano che il nuovo guanto si irrigidisce dopo poche ore a contatto con i solventi.
I dispositivi di protezione individuale vanno scelti in base alla valutazione dei rischi, come stabiliscono gli articoli 76, 77 e 79 del D.Lgs. 81/08, e devono essere adeguati agli agenti chimici presenti secondo le indicazioni del Titolo IX. Un guanto non idoneo trasforma un DPI in un falso senso di sicurezza. L'errore organizzativo sta nel processo d'acquisto, che non prevede alcun passaggio tecnico per i beni rilevanti ai fini della sicurezza.
L'ASPP raccoglie le schede tecniche dei due modelli e i dati di permeazione per i solventi utilizzati, poi incontra il responsabile acquisti partendo dai suoi obiettivi: ridurre i costi senza generare resi, reclami o fermi. Propone un capitolato con requisiti minimi, una prova sul campo con gli operatori e un confronto sul costo per ora di utilizzo anziché sul prezzo unitario. Il datore di lavoro formalizza che ogni cambio di DPI richiede il benestare del servizio. Il confronto si chiude con un risparmio diverso da quello previsto, ma reale e documentato.
Pensateci insieme: quale argomento convince di più un buyer, il rischio di sanzione oppure un calcolo dei costi reali lungo il ciclo di vita del prodotto?