Modulo C – Schede pratiche · 11/50

Il primo audit interno in uno stabilimento di imballaggi

Un produttore di imballaggi in cartone ondulato, con centocinquanta dipendenti e tre linee di stampa, deve svolgere il primo audit interno del proprio sistema di gestione per la sicurezza. La direzione affida l'incarico al capo reparto stampa, che dovrebbe verificare anche il proprio reparto. Il programma prevede di controllare tutte le procedure in una sola giornata.

La ISO 45001 al punto 9.2 chiede audit pianificati a intervalli definiti, con criteri e campo di applicazione chiari e auditor che garantiscano obiettività e imparzialità. La linea guida ISO 19011 fornisce i principi per condurli. Anche l'articolo 30 del D.Lgs. 81/08, al comma 4, richiede un idoneo sistema di controllo sull'attuazione del modello. Far valutare un reparto al suo responsabile, in un tempo così compresso, produce un controllo formale che difficilmente farà emergere scostamenti reali.

L'RSPP ridisegna il programma su tre mesi, dando priorità ai processi più rischiosi come la manutenzione delle fustellatrici e la gestione degli inchiostri. Propone di formare due auditor interni di reparti diversi, che si verificano a vicenda, e predispone liste di controllo basate su evidenze: registrazioni di formazione, permessi di lavoro, verbali di manutenzione, interviste agli operatori in turno. Il datore di lavoro riceve il rapporto finale con i rilievi classificati per gravità e i capireparto rispondono con un piano di azioni e scadenze.

Una domanda per il gruppo: in una piccola organizzazione, dove tutti si conoscono, come si può garantire che un audit interno resti davvero imparziale?