Modulo C – Schede pratiche · 12/50

Scaffalature danneggiate e azioni correttive che non funzionano

In un grande deposito di materiali edili che vende a imprese e privati, le ispezioni periodiche rilevano per la terza volta montanti delle scaffalature porta-pallet piegati dagli urti dei carrelli. Ogni volta il problema viene chiuso con la sostituzione del montante danneggiato, e dopo qualche settimana si ripresenta in una corsia diversa.

Sostituire il pezzo è una correzione, non un'azione correttiva. La ISO 45001 al punto 10.2 chiede di valutare le cause della non conformità e di intervenire per evitare che si ripeta, verificando poi l'efficacia delle azioni adottate. La norma UNI EN 15635 sull'uso e la manutenzione delle scaffalature metalliche prevede ispezioni regolari e criteri per valutare i danni. Sul piano legale, l'articolo 64 del D.Lgs. 81/08 impone di mantenere luoghi e impianti in condizioni adeguate, con interventi tempestivi sui difetti rilevati.

L'ASPP applica il metodo dei cinque perché con i carrellisti e il responsabile di magazzino. Emergono corsie troppo strette dopo l'aggiunta di una fila di scaffali, pallet sporgenti e carrelli nuovi con raggio di sterzata maggiore. Le azioni proposte sono protezioni ai piedi dei montanti, ripristino della larghezza originaria delle corsie, controllo dei pallet in ingresso e addestramento pratico sui nuovi mezzi. Il preposto di magazzino registra ogni urto, anche minimo, e dopo tre mesi l'RSPP confronta i dati prima e dopo.

Ragioniamo insieme: come distinguereste, in una registrazione di non conformità, la semplice riparazione da un'azione che elimina davvero la causa?