Un laboratorio di lavorazione di lapidei e materiali compositi al quarzo, con venticinque addetti, deve ridurre l'esposizione dei lavoratori alla polvere prodotta da taglio e lucidatura. Il titolare ha due preventivi: un impianto centralizzato di aspirazione molto costoso oppure la conversione delle macchine al taglio ad umido con cabine separate. Chiede all'RSPP di dirgli quale conviene.
I lavori che espongono a polvere di silice cristallina respirabile sono stati inseriti tra quelli che comportano esposizione ad agenti cancerogeni, e quindi ricadono nel Capo II del Titolo IX del D.Lgs. 81/08, con l'obbligo di ridurre l'esposizione al livello più basso tecnicamente possibile. Questo vincolo viene prima di ogni calcolo economico. L'analisi costi-benefici serve a scegliere tra soluzioni ugualmente efficaci, non a decidere se intervenire.
L'RSPP confronta le due opzioni su efficacia attesa, manutenzione, consumi, impatto sulla produttività, gestione dei fanghi e rischi aggiuntivi come quelli elettrici legati all'acqua. Valuta anche i benefici meno visibili: minori fermi, minori assenze, migliori condizioni per ottenere commesse da clienti attenti alla sostenibilità. Propone una soluzione combinata, ad umido sulle macchine principali e aspirazione localizzata per le finiture manuali. Il datore di lavoro decide, e il responsabile di reparto controlla che gli operatori non lavorino a secco per guadagnare tempo.
Mettiamoci alla prova: quali voci di costo e di beneficio inserireste in un confronto onesto tra due soluzioni tecniche di prevenzione?