Un gruppo che produce componenti per l'automotive ha quattro stabilimenti in regioni diverse, ciascuno con il proprio RSPP. Ogni trimestre la direzione centrale riceve quattro relazioni con formati, indicatori e definizioni diversi. Uno stabilimento conta come infortuni anche le medicazioni, un altro solo gli eventi con assenza.
Il confronto tra siti è impossibile se i dati non sono omogenei. La comunicazione all'INAIL degli infortuni con almeno un giorno di assenza, prevista dall'articolo 18 comma 1 lettera r del D.Lgs. 81/08 a fini statistici, offre già un criterio comune su cui costruire. Gli indici di frequenza e di gravità sono definiti in modo standard dalla norma UNI 7249, che indica come calcolarli. Senza regole condivise, la direzione rischia di premiare lo stabilimento che registra meno, non quello che lavora meglio.
I quattro RSPP, coordinati dal responsabile di gruppo, concordano un modello comune: definizioni scritte, indici calcolati nello stesso modo, mancati incidenti e azioni aperte, una pagina di commento per ciascun sito. Introducono un grafico a semaforo per le azioni scadute e un paragrafo con le decisioni richieste alla direzione. Il datore di lavoro di ciascuna società approva il modello, e i responsabili di stabilimento verificano la completezza dei dati prima dell'invio, dopo averli discussi con i capireparto.
Discutiamone: quali rischi comporta mettere in classifica gli stabilimenti in base agli indici infortunistici, e come si possono evitare effetti distorsivi?