Un RSPP esterno segue da anni un'azienda di ristorazione collettiva con cinquanta addetti tra cucina centralizzata e mense aziendali. In vista di un controllo, il titolare gli chiede di predisporre registri di presenza per un corso di aggiornamento che non è mai stato tenuto, promettendo di recuperarlo il mese successivo. Il contratto con quel cliente vale una parte importante del suo fatturato.
La formazione dei lavoratori, prevista dall'articolo 37 del D.Lgs. 81/08 e disciplinata dall'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025, deve essere effettiva. Attestare attività non svolte significa produrre documenti falsi, con possibili conseguenze penali per chi li firma e per chi li utilizza. L'articolo 32 richiede all'RSPP capacità e requisiti professionali, e la credibilità che ne deriva è il principale patrimonio di chi svolge questo ruolo. Un RSPP che accetta una volta sarà considerato disponibile anche la volta successiva.
L'RSPP rifiuta con chiarezza, spiegando al titolare i rischi concreti che correrebbe lui stesso. Propone un'alternativa praticabile: calendarizzare subito il corso, anche in più sessioni brevi compatibili con i turni di cucina, e documentare la pianificazione già avviata in caso di controllo. Mette per iscritto il proprio parere con una comunicazione formale al datore di lavoro. Se il cliente insistesse, valuterebbe di interrompere l'incarico.
Momento di confronto: quali strumenti ha un consulente per difendere la propria indipendenza quando dipende economicamente da pochi clienti?