Modulo C – Schede pratiche · 32/50

L'RSPP interno indagato dopo un infortunio grave

In un'azienda che produce vernici industriali, con novanta dipendenti, un operatore subisce gravi ustioni durante la pulizia di un miscelatore. Nelle indagini emerge che il rischio non era trattato nel documento di valutazione. Anche l'RSPP interno riceve un avviso di garanzia e teme per il proprio futuro professionale.

Il D.Lgs. 81/08 non prevede sanzioni penali dirette a carico dell'RSPP, che svolge una funzione consultiva per il datore di lavoro. Tuttavia, secondo un orientamento consolidato della giurisprudenza, l'RSPP può essere chiamato a rispondere a titolo di concorso quando non ha individuato o segnalato un rischio che avrebbe dovuto riconoscere, e il datore di lavoro, se informato, avrebbe potuto intervenire. L'articolo 33 descrive i compiti del servizio, e la loro esecuzione diligente è anche la principale tutela per chi lo svolge.

L'RSPP ricostruisce con il proprio legale la documentazione: sopralluoghi effettuati, verbali delle riunioni, segnalazioni inviate, richieste rimaste senza risposta. Scopre di aver segnalato a voce il problema del miscelatore, ma senza traccia scritta. Da quel momento adotta un metodo diverso: ogni rilievo viene inviato per iscritto al datore di lavoro con proposta di misura e richiesta di riscontro. Verifica anche la propria copertura assicurativa professionale. I preposti di reparto vengono formati a segnalare le anomalie su un registro condiviso.

Vi propongo questa riflessione: quale differenza esiste tra difendersi con le carte e lavorare davvero in modo da prevenire, e come si tengono insieme le due cose?