In un call center con duecentocinquanta operatori, l'indagine sullo stress lavoro-correlato evidenzia criticità su ritmi, controllo dei tempi di chiamata e rapporti con i supervisori. L'RSPP deve presentare i risultati in un'assemblea con lavoratori, rappresentanti sindacali e direzione. Non ha mai parlato davanti a un pubblico così ampio e prevede un clima teso.
La valutazione dello stress lavoro-correlato è espressamente richiesta dall'articolo 28 del D.Lgs. 81/08, e la metodologia indicata dall'INAIL prevede una fase preliminare basata su indicatori oggettivi e, se necessario, una fase di approfondimento con il coinvolgimento dei lavoratori. Restituire i risultati in modo comprensibile fa parte del processo: se le persone non si riconoscono nei dati o li percepiscono come manipolati, le misure successive perderanno credibilità.
L'RSPP prepara un intervento di quindici minuti con pochi grafici leggibili, esempi concreti e un linguaggio privo di termini tecnici. Prova la presentazione davanti a due colleghi, prevede le domande più difficili e prepara risposte oneste, anche ammettendo ciò che non sa. In apertura dichiara lo scopo dell'incontro, in chiusura presenta le prime misure già decise e i tempi delle successive. Il datore di lavoro interviene per assumere gli impegni, e i supervisori, come preposti, ascoltano senza interrompere.
Domanda per voi: come si gestisce una platea ostile senza mettersi sulla difensiva e senza promettere ciò che non si può mantenere?