Un produttore di laterizi con duecento dipendenti, fornitore di grandi imprese di costruzione, deve redigere per la prima volta un rapporto di sostenibilità, richiesto dai clienti e dalle banche. Il documento preparato dalla consulenza esterna dedica dieci pagine alle emissioni e solo due righe alla salute e sicurezza dei lavoratori.
La rendicontazione di sostenibilità secondo i criteri ambientali, sociali e di governance comprende anche la tutela delle persone. La direttiva europea sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese ha ampliato gli obblighi informativi, e lo standard GRI 403 fornisce indicatori specifici su sistema di gestione, identificazione dei pericoli, formazione, partecipazione dei lavoratori e infortuni. Dati incoerenti o abbelliti espongono l'azienda a contestazioni e danneggiano la fiducia di clienti e finanziatori.
L'RSPP collabora con la consulenza per costruire la sezione dedicata. Fornisce dati verificabili e calcolati con criteri dichiarati, descrive gli interventi realizzati sulle polveri nei reparti di macinazione e sul rumore delle presse, illustra la partecipazione dell'RLS e le ore di formazione erogate. Propone di collegare le misure ambientali e quelle di sicurezza, ad esempio l'ammodernamento dei forni che riduce sia le emissioni sia l'esposizione al calore. Il datore di lavoro approva, e i capireparto verificano i dati del proprio reparto.
Lavoriamo su questo: la crescente attenzione alla sostenibilità può diventare per l'RSPP un'occasione per ottenere risorse, oppure rischia di ridursi a un esercizio di immagine?