Un'azienda agricola con allevamento bovino gestisce un impianto di biogas con otto dipendenti. Per la pulizia straordinaria di una vasca di pre-carico chiama un'impresa esterna di due persone. Nessuno ha definito chi coordina, il gestore dell'impianto è in ferie, e i lavoratori dell'impresa scendono nella vasca con un rilevatore di gas scarico.
Il caso somma più discipline. La vasca è un ambiente sospetto di inquinamento o confinato, regolato dal D.P.R. 177/2011 che richiede qualificazione delle imprese, procedure, formazione e presenza di un rappresentante del committente. Le atmosfere potenzialmente esplosive sono trattate dal Titolo XI del D.Lgs. 81/08, mentre l'articolo 26 impone informazione e coordinamento tra committente e appaltatore. Gas come idrogeno solforato e metano possono rendere letale un ingresso senza misurazioni e senza un piano di recupero.
L'RSPP dell'azienda agricola, informato da un dipendente, fa sospendere l'intervento. Organizza una procedura scritta: verifica dei requisiti dell'impresa, bonifica e ventilazione della vasca, misurazioni continue con strumenti tarati, attrezzature anticaduta e di recupero, operatore all'esterno sempre in contatto e chiamata dei soccorsi già predisposta. Il datore di lavoro nomina il proprio rappresentante, che rimane presente per tutta la durata. Il preposto dell'impresa conferma per iscritto di aver ricevuto le informazioni.
Esercizio per l'aula: in un caso con più norme coinvolte, da dove partite per costruire un piano d'azione senza perdere di vista il pericolo principale?