Una società che gestisce sei piscine comunali, con sessanta dipendenti tra istruttori, assistenti bagnanti e addetti agli impianti, ha superato senza rilievi l'ultimo audit documentale. Eppure un addetto ha subito un'irritazione alle vie respiratorie durante il travaso dell'ipoclorito, e in un'altra struttura si sono verificati due scivolamenti in zona docce.
Un audit sulla carta verifica che procedure e registrazioni esistano, ma non osserva come si lavora. Il miglioramento continuo descritto dalla ISO 45001 al punto 10.3 richiede di intervenire sulle prestazioni effettive, e il ciclo pianificare, fare, verificare, agire si chiude solo se la verifica guarda i comportamenti reali. Per gli agenti chimici, il Titolo IX del D.Lgs. 81/08 richiede misure specifiche e informazioni sulle modalità sicure di manipolazione, che devono essere effettivamente applicate.
L'RSPP introduce osservazioni brevi e programmate nelle piscine, condotte dai responsabili di impianto con una scheda di dieci voci su dosaggio dei prodotti, DPI, pulizia dei pavimenti e accessi ai locali tecnici. Le osservazioni non hanno scopo disciplinare e si concludono con un breve dialogo con l'addetto. Dopo tre mesi i risultati mostrano che i travasi avvengono senza visiera nelle ore di apertura al pubblico, per fretta. Il datore di lavoro approva l'installazione di pompe dosatrici automatiche, e la scheda viene aggiornata.
Da discutere: come si costruisce un sistema di osservazione che i lavoratori percepiscano come aiuto e non come controllo?