In una cartiera a ciclo continuo con centottanta lavoratori, i turni ruotano ogni settimana tra mattino, pomeriggio e notte. Negli ultimi mesi gli incidenti sfiorati si concentrano tra le tre e le cinque del mattino, soprattutto durante il cambio delle bobine e le operazioni di pulizia della macchina continua.
La fatica riduce attenzione, tempi di reazione e capacità di valutare il pericolo, e il lavoro notturno altera i ritmi circadiani. Il D.Lgs. 66 del 2003 disciplina l'organizzazione dell'orario e prevede per i lavoratori notturni la valutazione dello stato di salute prima dell'assegnazione e controlli periodici. La valutazione richiesta dall'articolo 28 del D.Lgs. 81/08 deve considerare anche questi fattori organizzativi, che non si risolvono con richiami all'attenzione o cartelli motivazionali.
L'RSPP analizza le segnalazioni per fascia oraria e coinvolge un esperto di organizzazione dei turni. Si propone di spostare le operazioni più critiche lontano dalle ore di minima vigilanza quando possibile, di applicare una rotazione in senso orario, di garantire pause brevi e frequenti nelle ore notturne e di vietare gli straordinari dopo un turno di notte. Il datore di lavoro approva la sperimentazione con il consenso dei rappresentanti dei lavoratori; i capiturno raccolgono le osservazioni dei colleghi e segnalano chi mostra segni di stanchezza evidente.
Come misurereste se il nuovo schema di turnazione sta davvero riducendo i rischi, e dopo quanto tempo sarebbe ragionevole valutarlo?