Modulo A – Schede tematiche · 8/20

Depuratore e lavoro isolato: chi soccorre il manutentore?

Un impianto di depurazione delle acque reflue gestito da una società di servizi ambientali è presidiato di notte da un solo tecnico, che esegue i controlli di routine tra vasche, pozzetti e locale grigliatura. Una sera il tecnico scende in un pozzetto per liberare una pompa ostruita e non risponde più al telefono; il collega reperibile lo trova solo un'ora dopo, svenuto.

Il caso unisce due problemi. Gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati sono regolati dagli articoli 66 e 121 del D.Lgs. 81/08 e dal D.P.R. 177 del 2011, che richiede procedure specifiche, personale formato e addestrato, presenza di un sistema di recupero e mai un operatore da solo all'interno. Inoltre l'articolo 43 impone di organizzare l'emergenza in modo che il soccorso sia tempestivo, cosa impossibile se nessuno sa dove si trova il lavoratore isolato.

L'RSPP vieta l'accesso ai pozzetti senza una seconda persona all'esterno, rilevatore multigas, imbracatura collegata a un treppiede di recupero e autorespiratore disponibile. Propone dispositivi uomo a terra con localizzazione per il turno notturno e una centrale che riceve gli allarmi. Il datore di lavoro rivede il piano di emergenza e programma esercitazioni di recupero. Il responsabile di impianto ridefinisce le attività notturne, rinviando al giorno ogni intervento che richiede l'accesso in spazi confinati.

Quali attività possono essere svolte in sicurezza da un lavoratore isolato, e quali andrebbero sempre escluse?