Una cooperativa che cura la manutenzione di parchi e giardini pubblici impiega quarantadue operatori divisi in squadre da due o tre persone. Le squadre usano decespugliatori, motoseghe e piattaforme aeree e lavorano tutto il giorno lontano dalla sede, a volte in aree collinari con scarsa copertura telefonica. In sede c'è una cassetta di pronto soccorso ben fornita, ma sui furgoni non c'è nulla.
Il D.M. 388 del 2003 classifica l'azienda in base al numero di lavoratori e al rischio, e per il gruppo B prevede la cassetta di pronto soccorso nella sede. Lo stesso decreto stabilisce che i lavoratori che operano in luoghi isolati, diversi dalla sede, devono disporre del pacchetto di medicazione e di un mezzo di comunicazione idoneo per attivare rapidamente il sistema di emergenza. Gli addetti al primo soccorso vanno designati secondo l'articolo 18 del D.Lgs. 81/08, tenendo conto della reale distribuzione del personale sul territorio.
L'ASPP propone di dotare ogni furgone di pacchetto di medicazione, kit per emorragie da taglio e sistema di comunicazione funzionante anche in zone senza rete. Il datore di lavoro fa formare almeno un addetto per ogni squadra e valuta il rischio da punture di imenotteri e allergie. Il caposquadra, all'arrivo in un nuovo cantiere, individua il punto di accesso più rapido per l'ambulanza e lo comunica ai colleghi.
Quali informazioni dovrebbe dare per prime una squadra isolata quando chiama il numero unico di emergenza?