Un gruppo che produce componenti per l'industria automobilistica conta seicento lavoratori in uno stabilimento con fonderia di alluminio, lavorazioni meccaniche e verniciatura. Il servizio di prevenzione è composto da un responsabile e da un solo addetto, che passa le giornate a compilare moduli e non riesce a seguire i reparti.
L'articolo 31, comma 6, del D.Lgs. 81/08 rende obbligatorio il servizio di prevenzione interno in alcune realtà, tra cui le aziende industriali con oltre duecento lavoratori. Gli addetti devono possedere i requisiti dell'articolo 32: titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e frequenza dei corsi previsti dall'Accordo Stato-Regioni, con aggiornamento periodico. Il numero dei componenti deve essere adeguato alle caratteristiche dell'azienda, come richiede l'articolo 31, e il servizio deve disporre di mezzi e tempo sufficienti.
L'RSPP propone alla direzione di potenziare il servizio con tre ASPP assegnati ciascuno a un'area produttiva. Ogni addetto diventa riferimento quotidiano per capireparto e preposti, partecipa alle analisi degli incidenti, segue le modifiche agli impianti e raccoglie le proposte dei lavoratori. Il datore di lavoro approva le nuove assunzioni e libera l'addetto esistente dai compiti amministrativi, affidandoli a una figura di supporto. I capireparto inseriscono gli ASPP nelle riunioni di produzione settimanali.
Quali competenze trasversali, oltre a quelle tecniche e normative, ritenete indispensabili per un ASPP che deve lavorare ogni giorno a contatto con la produzione?