Una carrozzeria con nove dipendenti subisce un infortunio: un lavoratore si ferisce alla mano con un disco abrasivo e il pronto soccorso gli assegna una prognosi di dieci giorni. Il titolare cerca il vecchio registro infortuni per annotare l'evento, convinto che sia ancora obbligatorio, ma non sa con certezza quali comunicazioni inviare né entro quando.
Il registro infortuni è stato abolito dal dicembre 2015, per effetto del D.Lgs. 151 del 2015. Resta invece l'obbligo di denuncia all'INAIL, previsto dal Testo unico del 1965, per gli infortuni con prognosi superiore a tre giorni, da inviare per via telematica entro due giorni dalla ricezione dei riferimenti del certificato medico. L'articolo 18 del D.Lgs. 81/08 prevede inoltre una comunicazione a fini statistici e informativi per gli infortuni che comportano l'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento. L'abolizione del registro non elimina l'utilità di tenere traccia degli eventi.
Il consulente che svolge il ruolo di RSPP aiuta il titolare a inviare la denuncia nei termini e propone un semplice registro interno degli eventi, compresi i casi di medicazione senza assenza. Analizza poi la dinamica: il disco era di diametro non adatto alla smerigliatrice e il carter era stato rimosso. Il titolare ripristina le protezioni e verifica la compatibilità dei dischi; il lavoratore più esperto, individuato come preposto, controlla le attrezzature a inizio giornata.
Perché un registro volontario degli eventi può essere utile anche in una piccola impresa che non ne ha l'obbligo?