In una fonderia di ghisa con novanta addetti, un nuovo ASPP apre l'archivio della sicurezza e trova istruzioni operative ancora intestate al DPR 547 del 1955 e al DPR 303 del 1956, un vecchio documento redatto ai sensi del D.Lgs. 626/94 e cartelli che citano norme abrogate. Il responsabile di produzione sostiene che i contenuti tecnici sono ancora validi e che cambiare le intestazioni sarebbe solo burocrazia.
La storia normativa serve proprio a leggere questi archivi. I decreti degli anni Cinquanta avevano un'impostazione prevalentemente tecnica e prescrittiva; il D.Lgs. 626/94, recependo la direttiva quadro 89/391/CEE, ha introdotto la valutazione dei rischi e il servizio di prevenzione; il D.Lgs. 81/08, corretto dal D.Lgs. 106/09, ha riunito la materia in un testo unico e ne ha abrogato le fonti precedenti. Molte regole tecniche del passato sopravvivono negli allegati attuali, ma un documento che richiama norme abrogate segnala che la valutazione non รจ stata ripensata secondo il modello organizzativo vigente.
L'ASPP compila un elenco dei documenti obsoleti e lo sottopone al RSPP, che propone al datore di lavoro una revisione organica: le istruzioni ancora tecnicamente corrette vengono rielaborate con i riferimenti attuali, quelle superate vengono ritirate e sostituite. Il datore di lavoro approva il calendario, mentre i preposti delle aree colata e formatura verificano che in reparto restino solo le versioni aggiornate.
Secondo voi, quale rischio concreto corre un'azienda che conserva documenti formalmente datati ma tecnicamente ancora corretti?