Un'azienda vitivinicola con diciotto dipendenti fissi e una trentina di stagionali durante la vendemmia ha nominato il medico competente tre anni fa. Le visite si svolgono regolarmente in un ambulatorio cittadino, ma il medico non รจ mai entrato in cantina, nei locali di fermentazione o nei vigneti. Il RSPP nota che i protocolli sanitari sono identici per tutti, dal cantiniere all'impiegata.
L'art. 25 del D.Lgs. 81/08 affida al medico competente compiti che vanno oltre le visite: collaborare con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione alla valutazione dei rischi, programmare la sorveglianza sanitaria attraverso protocolli definiti in funzione dei rischi specifici, visitare gli ambienti di lavoro almeno una volta all'anno o con cadenza diversa stabilita in base alla valutazione, comunicare in occasione della riunione periodica i risultati anonimi collettivi. Un protocollo unico ignora rischi diversi come anidride carbonica nelle vasche, movimentazione di carichi, uso di prodotti per la pulizia e lavoro all'aperto nella stagione calda.
Il RSPP organizza un sopralluogo congiunto con il medico durante la vendemmia e gli fornisce le schede di mansione aggiornate. Il medico rivede i protocolli differenziandoli e redige il verbale di sopralluogo; il datore di lavoro invia alla visita anche gli stagionali prima dell'avvio, mentre il capocantina, come preposto, segnala sintomi o disagi riferiti dai lavoratori.
Lavoriamo in gruppo: quali informazioni dovrebbe ricevere il medico competente dall'azienda per costruire un protocollo sanitario credibile?