Modulo A – Schede pratiche · 17/80

Impianto di selezione rifiuti: i pericoli che il sopralluogo non vede

Un impianto di selezione dei rifiuti da raccolta differenziata con cinquantacinque addetti ha un DVR che descrive con cura nastri, presse e carrelli. Eppure negli ultimi mesi si sono verificati tagli da vetri e siringhe nelle cabine di selezione manuale, due principi d'incendio nei cumuli e malesseri riferiti dagli operatori nelle giornate calde. Nessuno di questi pericoli compariva nel documento.

Identificare i pericoli significa individuare le proprietà o qualità intrinseche di un fattore che possono causare danni, come definisce l'art. 2 del D.Lgs. 81/08. Un sopralluogo fatto in un giorno tranquillo osserva le macchine ma non le variabili del materiale in ingresso, le condizioni climatiche o le operazioni occasionali. Le fonti utili sono molte: segnalazioni dei lavoratori, quasi incidenti, registri di manutenzione, rapporti degli addetti antincendio, dati anonimi della sorveglianza sanitaria, osservazioni degli autisti in conferimento.

Il RSPP organizza una raccolta strutturata delle informazioni, intervista gli operatori di ogni turno e ripete i sopralluoghi in condizioni diverse, anche durante le pulizie straordinarie. Introduce una lista di pericoli per area, con rischio biologico, da taglio, termico e di incendio di batterie al litio. Il datore di lavoro integra il DVR e programma le misure; i capiturno vengono incaricati di registrare ogni evento anomalo in un modulo semplice.

Mettetevi nei panni dell'RSPP: quali fonti informative, oltre al sopralluogo, consultereste per prime in un'azienda che non conoscete?