Modulo A – Schede pratiche · 18/80

Ingrosso di ferramenta: tarare la matrice probabilità per danno

Un'azienda di commercio all'ingrosso di ferramenta e utensileria con trenta dipendenti usa una matrice quattro per quattro per stimare i rischi. Rileggendo il documento, il nuovo ASPP nota che quasi tutti i rischi risultano medi, compresi il ribaltamento del carrello elevatore e il taglio con il taglierino. Il titolare è contento: nessun rischio alto significa nessun intervento urgente.

Nella stima del rischio come prodotto tra probabilità e magnitudo del danno, il risultato dipende interamente dalla qualità dei criteri. Se i livelli non sono descritti in modo operativo, chi valuta tende a scegliere i valori centrali e la matrice appiattisce le differenze. Un evento con danno potenzialmente mortale, come lo schiacciamento da carrello, non può essere equiparato a una piccola ferita solo perché è meno frequente. L'art. 28 chiede che i criteri adottati siano esplicitati, proprio per permetterne il controllo.

L'ASPP propone al RSPP di riscrivere le scale con descrizioni concrete: per la probabilità, eventi già accaduti in azienda o nel settore, quasi incidenti, condizioni di esposizione; per il danno, esempi di lesioni reversibili, invalidanti o mortali. Il RSPP ripete la stima con l'aiuto del capomagazzino e dell'RLS. Il risultato fa emergere come prioritaria la viabilità dei carrelli; il datore di lavoro approva un primo intervento su corsie e segnaletica.

Vi lascio una provocazione: è davvero utile una matrice numerica, o in certe aziende un giudizio qualitativo ben motivato funziona meglio?