Modulo A – Schede pratiche · 20/80

Saldatura in carpenteria: aspirazione localizzata prima dei DPI

Una carpenteria metallica con trentotto lavoratori esegue saldature a filo continuo su strutture di grandi dimensioni, in un capannone ampio ma con ricambio d'aria limitato. Gli operatori indossano maschere da saldatore con filtro ottico, ma nessuna protezione respiratoria, e non esistono sistemi di aspirazione. Il responsabile tecnico chiede quale sia il DPI respiratorio migliore da acquistare.

La protezione dai rischi residui segue a sua volta una gerarchia: l'art. 15 del D.Lgs. 81/08 assegna priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali, e l'art. 75 stabilisce che i DPI si impieghino quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti con mezzi tecnici o organizzativi. I fumi di saldatura sono pericolosi per l'apparato respiratorio e vanno valutati nell'ambito del rischio chimico, considerando la composizione del filo e del materiale base. Partire dal DPI significa saltare due passaggi.

Il RSPP propone torce con aspirazione integrata per i lavori ripetitivi, bracci aspiranti mobili per le postazioni fisse e un miglioramento della ventilazione generale. Solo per le lavorazioni in posizioni sacrificate, dove la captazione è inefficace, suggerisce caschi a ventilazione assistita, scelti con il medico competente. Il datore di lavoro avvia gli acquisti per fasi; i capisquadra verificano che le cappe vengano riposizionate correttamente ad ogni cambio di pezzo.

Ditemi la vostra: come convincereste un saldatore esperto che l'aspirazione localizzata vale il piccolo fastidio di riposizionarla continuamente?