Un'azienda chimica che formula detergenti per l'industria, con cinquanta addetti, ha chiuso la valutazione dei rischi con un elenco di venti interventi, ma il budget disponibile quest'anno copre forse un terzo della spesa. La direzione vorrebbe partire da quelli più economici, per dimostrare di aver fatto molto. Il RSPP non è d'accordo e chiede un incontro per ridiscutere l'ordine.
L'art. 28 del D.Lgs. 81/08 chiede che il documento contenga il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, con l'individuazione delle procedure per attuarle e dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere. La priorità non nasce dal costo, ma dall'entità del rischio, dal numero di esposti, dalla possibilità di danni gravi e dalla presenza di obblighi di legge non rispettati. Le inadempienze normative vanno sanate comunque, senza poter essere rinviate.
Il RSPP divide gli interventi in tre gruppi: adempimenti immediati, come la messa a norma del sistema di travaso degli acidi; rischi elevati da affrontare entro l'anno, come la ventilazione del reparto miscelazione; miglioramenti programmabili. Per ogni voce indica un responsabile e una scadenza. Il datore di lavoro approva il programma e trova risorse aggiuntive per il primo gruppo; i capireparto ricevono le misure organizzative temporanee da applicare in attesa dei lavori.
Una domanda su cui confrontarci: come presentereste alla direzione una scala di priorità che costa più di quanto previsto, senza perdere credibilità?