Un operatore logistico del freddo con sessanta addetti gestisce celle a temperatura negativa, carrelli elevatori e un impianto ad ammoniaca. Il nuovo responsabile qualità trova in archivio il vecchio registro infortuni compilato fino al 2015 e chiede se debba essere ripreso. Si interroga anche su quali registri siano oggi davvero obbligatori per la sicurezza.
Il registro infortuni è stato abolito dal D.Lgs. 151/2015, con il passaggio alla comunicazione telematica all'INAIL; restano utili registrazioni interne per analizzare gli eventi. Rimangono invece vari obblighi di registrazione specifici: i controlli periodici sulle attrezzature, i cui risultati secondo l'art. 71 vanno riportati per iscritto e conservati almeno per gli ultimi tre anni; i controlli e le manutenzioni dei presidi antincendio previsti dal DM 1 settembre 2021; i registri degli esposti ad agenti cancerogeni o biologici, quando ricorrono le condizioni. Le verifiche periodiche di attrezzature e impianti generano verbali da conservare.
L'ASPP stila un inventario degli obblighi di registrazione dell'azienda: controlli dei carrelli, verifiche dell'impianto di refrigerazione in pressione, presidi antincendio, verifiche di messa a terra. Il RSPP propone un modello unico per le registrazioni interne degli infortuni e dei quasi incidenti. Il datore di lavoro approva e affida i registri ai referenti di area; i capiturno compilano le schede di controllo quotidiano dei carrelli.
Ragionate con me: abolire un registro obbligatorio ha reso le aziende più attente o meno attente all'analisi degli infortuni?