Una carrozzeria con dodici addetti usa vernici a base solvente, diluenti, stucchi e prodotti per la pulizia delle pistole. Il titolare ha sempre considerato pericolosi solo i prodotti con il teschio, mentre ha trattato con superficialità quelli con il punto esclamativo o con la sagoma umana danneggiata. Un nuovo verniciatore chiede spiegazioni sulle etichette.
Il Regolamento CE 1272/2008, detto CLP, classifica sostanze e miscele in base ai pericoli fisici, per la salute e per l'ambiente, e li comunica con pittogrammi, avvertenze, indicazioni di pericolo H e consigli di prudenza P. Il pittogramma della persona con il torace danneggiato segnala pericoli gravi come sensibilizzazione respiratoria, cancerogenicità o tossicità per organi bersaglio, tipici di alcuni isocianati presenti negli indurenti. La valutazione del rischio chimico prevista dal Titolo IX del D.Lgs. 81/08 parte proprio da questa classificazione.
Il consulente RSPP compila con il titolare un inventario di tutti i prodotti, annotando per ciascuno pittogrammi e frasi H e segnalando quelli con pericoli per la salute a lungo termine. Propone di sostituire i diluenti più pericolosi e di verificare l'efficienza della cabina di verniciatura. Il datore di lavoro organizza una breve formazione sulle etichette e il capo officina controlla che i contenitori di travaso abbiano sempre un'etichetta leggibile.
Sentiamo le vostre esperienze: quale pittogramma CLP, secondo voi, viene più spesso sottovalutato dai lavoratori, e perché?