Un laboratorio odontotecnico con nove addetti utilizza resine acriliche, monomeri, leghe metalliche e acidi per la mordenzatura. Il titolare conserva un raccoglitore di schede di sicurezza, ma molte sono in lingua straniera, alcune risalgono a dieci anni fa e per vari prodotti acquistati online la scheda manca del tutto. Il medico competente chiede informazioni sui sensibilizzanti presenti.
Il Regolamento REACH 1907/2006, all'art. 31, obbliga il fornitore a consegnare la scheda di dati di sicurezza per sostanze e miscele pericolose, redatta nella lingua ufficiale dello Stato in cui sono immesse sul mercato e strutturata in sedici sezioni secondo l'Allegato II. La scheda va aggiornata quando emergono nuove informazioni. Per il datore di lavoro è la base per la valutazione del rischio chimico: le sezioni 2, 7, 8 e 11 indicano pericoli, manipolazione, controllo dell'esposizione e informazioni tossicologiche.
L'ASPP compila l'elenco dei prodotti e scrive ai fornitori per avere le schede aggiornate in italiano, segnalando i casi in cui non arrivano risposte. Il RSPP estrae dalle schede le informazioni chiave e prepara schede sintetiche da tenere vicino alle postazioni. Il datore di lavoro sospende l'uso dei prodotti senza scheda e li sostituisce; l'odontotecnico più esperto, come preposto, cura che i nuovi prodotti entrino in laboratorio solo con documentazione completa.
Domandiamoci: quali sezioni della scheda di sicurezza leggereste per prime se aveste solo cinque minuti?