Modulo A – Schede pratiche · 30/80

Lavorazione del marmo: silice respirabile e valori limite

Un laboratorio di lavorazione di lapidei con venti addetti taglia, leviga e lucida lastre di marmo e di agglomerati al quarzo per piani cucina. Negli ultimi anni gli agglomerati sono diventati prevalenti e il lavoro a secco con smerigliatrici manuali è aumentato. Le misure di esposizione risalgono a quando si lavorava quasi solo marmo.

La polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione rientra tra i cancerogeni del Titolo IX, Capo II, del D.Lgs. 81/08, con un valore limite di esposizione professionale indicato nell'Allegato XLIII. Il confronto con un valore limite non è un traguardo: per i cancerogeni l'esposizione deve essere ridotta al livello più basso tecnicamente possibile. Le misurazioni vanno pianificate con metodi riconosciuti, come la norma UNI EN 689, e ripetute quando cambiano materiali o processi. Gli agglomerati contengono percentuali di quarzo molto superiori al marmo.

Il RSPP propone una nuova campagna di campionamento personale, il passaggio a utensili con alimentazione ad acqua o aspirazione integrata e la separazione della zona di finitura. Il medico competente aggiorna il protocollo sanitario. Il datore di lavoro approva gli interventi, istituisce il registro degli esposti e organizza una formazione mirata; il capo laboratorio vieta la pulizia a secco con scope e aria compressa.

Ragioniamo sul caso: perché un cambiamento di materiale grezzo può rendere obsoleta una valutazione che sembrava solida?