Una cooperativa di servizi che cura il verde pubblico per diversi comuni impiega trentadue operatori, che per buona parte della giornata usano decespugliatori, tosasiepi, motoseghe da potatura e soffiatori. Alcuni di loro, i più anziani, riferiscono formicolii alle dita e dita bianche nelle mattine fredde. La cooperativa non ha mai valutato in modo specifico le vibrazioni.
Il Titolo VIII, Capo III, del D.Lgs. 81/08 disciplina le vibrazioni meccaniche. Per il sistema mano-braccio il valore d'azione giornaliero è 2,5 metri al secondo quadrato e il valore limite è 5; per il corpo intero sono rispettivamente 0,5 e 1. La valutazione può basarsi su dati dei fabbricanti o banche dati riconosciute, ma deve considerare i tempi di uso effettivi e lo stato di manutenzione degli attrezzi. I sintomi descritti dagli operatori meritano una verifica sanitaria e un'analisi delle cause.
Il RSPP raccoglie i tempi reali di utilizzo per ciascun attrezzo, li combina con i valori di emissione e individua le mansioni sopra il valore d'azione. Propone attrezzi a batteria con impugnature antivibranti, rotazione dei compiti, guanti adatti e pause programmate nei periodi freddi. Il datore di lavoro inserisce la sostituzione degli attrezzi più vecchi nel piano acquisti; il medico competente avvia la sorveglianza sanitaria e il caposquadra registra i tempi di utilizzo.
Apriamo il dibattito: quanto sono attendibili i dati di vibrazione dichiarati dai fabbricanti rispetto all'uso reale in campo?