Un'impresa di manutenzione di impianti di climatizzazione con trentacinque tecnici interviene spesso su unità installate sulle coperture di centri commerciali e capannoni. Molte coperture non hanno parapetti né punti di ancoraggio e alcune hanno lucernari in policarbonato. I tecnici salgono con una scala portatile e lavorano senza protezioni, sostenendo che restano lontani dal bordo.
L'art. 107 del D.Lgs. 81/08 definisce lavoro in quota quello che espone al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile. L'art. 111 chiede di privilegiare le misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali e l'art. 115 impone, quando non sono state attuate misure collettive, l'uso di sistemi di protezione contro le cadute, con ancoraggi conformi, ad esempio, alla UNI EN 795. I lucernari non calpestabili sono una delle cause più frequenti di caduta e vanno protetti. Serve anche un piano per il recupero rapido di chi resta sospeso all'imbracatura.
Il RSPP propone una procedura di sopralluogo preventivo per ogni nuova copertura, con verifica di accessi, ancoraggi e lucernari, e un coordinamento con il committente ai sensi dell'art. 26 per l'installazione di dispositivi fissi. Il datore di lavoro fornisce parapetti provvisori, imbracature e corsi con addestramento; il caposquadra rifiuta l'intervento quando le condizioni minime non sono garantite.
Ultima riflessione: come gestireste un cliente importante che non vuole investire in protezioni sulla propria copertura?