In un'officina di carpenteria metallica con sessanta addetti si blocca la linea di taglio laser. Il capoturno chiede al manutentore meccanico di aprire il quadro di bordo macchina e controllare un interruttore, dato che l'elettricista esterno non è reperibile. Il manutentore non ha mai ricevuto una qualifica per lavori elettrici e intende operare con il quadro alimentato per capire dove sta il guasto.
Gli articoli da 80 a 87 del D.Lgs. 81/08 impongono al datore di lavoro di valutare il rischio elettrico e di adottare misure tecniche e organizzative, mentre l'articolo 82 vieta i lavori sotto tensione salvo casi specifici e con procedure conformi alla buona tecnica. Il riferimento operativo è la norma CEI 11-27, insieme alla CEI EN 50110-1, che prevede l'attribuzione da parte del datore di lavoro delle qualifiche di persona esperta, avvertita o idonea. Senza qualifica né procedura il rischio di arco elettrico è concreto.
L'RSPP propone di mappare gli interventi elettrici ricorrenti, individuare chi può eseguirli e con quale profilo, organizzare la formazione CEI 11-27 per due manutentori e predisporre la sequenza di messa fuori tensione con sezionamento, blocco con lucchetto, verifica di assenza tensione e messa a terra dove serve. Il datore di lavoro formalizza per iscritto le qualifiche. Il preposto di turno, in assenza di personale abilitato, ferma la macchina e non autorizza aperture del quadro.
Discussione: un fermo produzione costoso giustifica mai un'eccezione alla regola del lavoro fuori tensione? Quali alternative organizzative si possono preparare prima che il guasto si presenti?