Una società di servizi amministrativi occupa i quattro piani di una palazzina con circa novanta impiegati e un ascensore. L'ultima prova di evacuazione è stata fatta tre anni fa, annunciata con una settimana di anticipo: metà del personale si è presentata al punto di raccolta già con il cappotto, alcuni hanno usato l'ascensore e nessuno ha contato le presenze.
Il DM 2 settembre 2021 richiede che i lavoratori partecipino a esercitazioni antincendio almeno una volta l'anno, per mettere in pratica le procedure del piano di emergenza, e che l'esercitazione sia ripetuta quando emergono carenze. L'articolo 43 del D.Lgs. 81/08 chiede di programmare gli interventi e di mettere i lavoratori in condizione di abbandonare il posto di lavoro in caso di pericolo grave e immediato. Un'esercitazione recitata non misura nulla: non dice quanto tempo serve davvero né dove si formano i colli di bottiglia.
L'ASPP prepara uno scenario realistico, ad esempio fumo nel vano scale secondario, e posiziona osservatori ai piani con una scheda di rilevazione dei tempi. Il datore di lavoro avvisa i visitatori presenti ma non i dettagli dello scenario agli impiegati. Gli addetti all'emergenza fanno lo sgombero dei piani, controllano i servizi igienici e fanno l'appello al punto di raccolta. Dopo la prova si tiene un breve debriefing e si aggiornano il piano e la formazione.
Spunto per la classe: quali indicatori scegliereste per dire se una prova di evacuazione è andata bene, oltre al tempo totale di uscita?