In un laboratorio di pasticceria industriale con quaranta dipendenti un'operaia si ustiona l'avambraccio con lo sciroppo bollente durante il travaso da una pentola basculante. Viene medicata in azienda e accompagnata al pronto soccorso, dove riceve una prognosi di dieci giorni. Il giorno dopo la responsabile del personale si chiede quali comunicazioni fare e il titolare vorrebbe semplicemente archiviare l'episodio.
Il datore di lavoro deve inoltrare la denuncia all'INAIL in via telematica entro due giorni dalla ricezione del certificato medico, quando la prognosi supera i tre giorni, e con tempi più stretti in caso di morte o pericolo di morte. L'articolo 18, comma 1, lettera r, del D.Lgs. 81/08 prevede inoltre la comunicazione a fini statistici e informativi degli infortuni con assenza di almeno un giorno, escluso quello dell'evento. Ma la parte più importante non è burocratica: l'articolo 29, comma 3, impone di rielaborare la valutazione dei rischi dopo infortuni significativi.
L'RSPP raccoglie le testimonianze, fotografa la postazione e ricostruisce la dinamica: la pentola veniva inclinata a mano senza un fermo, il grembiule non copriva le braccia. Propone un sistema di travaso con pompa, guanti e manicotti resistenti al calore, e una istruzione operativa illustrata. Il datore di lavoro approva le spese e aggiorna il DVR, il medico competente viene informato, il preposto controlla che il nuovo metodo sia usato da tutti.
Ultima riflessione: come si raccoglie la versione dell'infortunata e dei colleghi senza che percepiscano l'indagine come la ricerca di un colpevole?