Un'impresa di pulizie industriali e civili con trecento addetti distribuiti in cinquanta cantieri presso clienti ha un sistema di gestione certificato. L'audit interno viene però svolto sempre negli uffici della sede, controllando che i documenti esistano. Nel frattempo, in un cantiere ospedaliero, gli operatori diluiscono i detergenti a occhio e usano scale portatili danneggiate.
La UNI ISO 45001 richiede, al punto 9.2, un programma di audit interni che verifichi se il sistema è conforme e efficacemente attuato, e la UNI EN ISO 19011 fornisce le linee guida su come pianificarli e condurli. L'articolo 30, comma 4, del D.Lgs. 81/08 chiede che il modello organizzativo preveda un sistema di controllo sulla sua attuazione e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Un audit che non esce dall'ufficio non controlla nulla di tutto questo.
L'RSPP ridisegna il programma: campionamento dei cantieri in base al rischio, liste di controllo diverse per sanità, industria e uffici, osservazione diretta delle attività e colloqui con gli operatori. Forma due auditor interni scegliendoli fuori dalla linea gerarchica dei cantieri visitati, per garantire imparzialità. Il datore di lavoro esamina i risultati nel riesame di direzione e assegna risorse alle azioni correttive. I capisquadra ricevono un riscontro sui punti di forza oltre che sulle carenze.
Domanda per l'aula: come si conduce l'intervista a un operatore in cantiere perché racconti come lavora davvero, e non come pensa che l'auditor voglia sentirsi dire?