Modulo A – Schede pratiche · 52/80

Pressa piegatrice e giurisprudenza: leggere i principi

In una ditta di lavorazione lamiere con quaranta dipendenti un operaio si schiaccia due dita su una pressa piegatrice, dopo aver disattivato le barriere fotoelettriche per velocizzare la piegatura di pezzi lunghi. L'azienda ritiene che la colpa sia tutta del lavoratore, che ha agito di sua iniziativa. L'RSPP vuole capire come la giurisprudenza di legittimità tende a valutare casi simili.

Dalle pronunce della Corte di Cassazione emergono alcuni principi consolidati, da conoscere senza affidarsi a citazioni non verificate. Il datore di lavoro è garante della sicurezza e deve vigilare anche contro la negligenza e l'imprudenza prevedibili dei lavoratori; la condotta del dipendente interrompe il nesso causale solo quando è abnorme, cioè del tutto imprevedibile ed estranea al processo produttivo. Una manomissione dei dispositivi ripetuta e tollerata non rientra normalmente in questa categoria. Gli articoli 18, 19 e 71 del D.Lgs. 81/08 riguardano proprio vigilanza e attrezzature conformi e manutenute.

L'RSPP verifica se la manomissione era nota, analizza perché le barriere ostacolano la lavorazione dei pezzi lunghi e propone con il costruttore una soluzione tecnica, ad esempio la modalità di lavoro prevista dal fabbricante con supporti dedicati. Il datore di lavoro rende impossibile il bypass con chiavi custodite dal responsabile di reparto. I preposti ricevono l'incarico esplicito di controllare lo stato dei ripari a ogni cambio turno.

Domanda per la classe: in quali situazioni concrete la condotta di un lavoratore potrebbe davvero risultare imprevedibile per il datore di lavoro?