Un'impresa che effettua pulizie notturne in uffici e centri commerciali impiega centocinquanta persone, in gran parte con contratti part time. Tra loro ci sono lavoratrici sole durante il turno, persone con patologie croniche, addetti con più di sessant'anni e lavoratori che parlano poco l'italiano. Il DVR tratta tutti allo stesso modo, con un'unica scheda per la mansione di addetto alle pulizie.
L'articolo 28 del D.Lgs. 81/08 chiede di valutare i rischi riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, citando lo stress lavoro correlato, la gravidanza, le differenze di genere, l'età, la provenienza da altri paesi e la tipologia contrattuale. L'articolo 15 indica tra le misure generali l'adeguamento del lavoro all'uomo. La sorveglianza sanitaria dell'articolo 41, quando prevista dalla valutazione, permette al medico competente di formulare prescrizioni e limitazioni per le persone più fragili. Il lavoro notturno e isolato richiede inoltre procedure per chiedere aiuto.
L'RSPP integra il DVR con un'analisi per gruppi, propone dispositivi uomo a terra o un sistema di chiamata periodica per chi lavora da solo e verifica con il medico competente i giudizi di idoneità. Il datore di lavoro rivede la composizione delle squadre e la distribuzione dei carichi più pesanti. I capisquadra conoscono le limitazioni di ciascuno, nel rispetto della riservatezza dei dati sanitari.
Spunto di discussione: come si può tenere conto di una fragilità individuale senza trasformarla in un'etichetta che isola la persona dal gruppo?