Un'azienda tessile con centotrenta dipendenti ha un'età media vicina ai cinquantadue anni. Molti operatori di tessitura e rifinitura lavorano da trent'anni sulle stesse macchine e conoscono il processo meglio di chiunque. Negli ultimi anni sono aumentati i disturbi muscoloscheletrici, i problemi di udito e le difficoltà sul turno notturno, mentre i giovani assunti restano poco.
L'articolo 28 del D.Lgs. 81/08 indica l'età tra i fattori da considerare nella valutazione e l'articolo 15 chiede di adeguare il lavoro all'uomo, in particolare nella concezione dei posti e nella scelta delle attrezzature. Invecchiamento non significa inidoneità: con l'età calano alcune capacità fisiche e sensoriali, ma crescono esperienza e capacità di prevenire errori. Il medico competente, attraverso la sorveglianza sanitaria, può proporre limitazioni personalizzate e segnalare tendenze collettive.
L'RSPP propone un'analisi ergonomica delle postazioni con piani regolabili e ausili per il cambio delle bobine, migliore illuminazione nelle aree di controllo qualità e una rotazione delle mansioni più pesanti. Suggerisce inoltre di valorizzare i lavoratori esperti come tutor dei nuovi assunti, con affiancamenti programmati. Il datore di lavoro valuta la riduzione progressiva del lavoro notturno per chi ha più anni di servizio. I capireparto raccolgono i suggerimenti degli anziani sulle modifiche delle postazioni.
Spunto per l'aula: quali vantaggi può portare alla sicurezza di tutta l'azienda un progetto pensato inizialmente per i lavoratori più anziani?