Modulo A – Schede pratiche · 64/80

Telelavoro domiciliare in un servizio di assistenza clienti

Un'azienda di servizi di assistenza clienti trasferisce trenta operatori in telelavoro domiciliare stabile, con postazione fissa a casa e orario identico a quello dell'ufficio. Gli operatori lavorano con cuffia e computer per sette ore al giorno. Alcuni hanno sistemato il computer portatile sul tavolo della cucina, senza supporto né tastiera esterna.

Per i lavoratori che svolgono una prestazione continuativa di lavoro a distanza mediante collegamento informatico, l'articolo 3, comma 10, del D.Lgs. 81/08 prevede l'applicazione delle norme sui videoterminali del Titolo VII, indipendentemente dall'ambito in cui si svolge la prestazione. Se le attrezzature sono fornite dal datore di lavoro, devono essere conformi al Titolo III. Il datore di lavoro, le rappresentanze dei lavoratori e le autorità competenti possono accedere al luogo in cui si svolge il lavoro per verificare le norme di sicurezza, nei limiti della normativa e dei contratti, con preavviso e consenso del lavoratore. Contano anche isolamento e ritmi delle chiamate.

L'RSPP prepara una lista di autovalutazione della postazione, fornisce supporti, tastiere, mouse e sedie ergonomiche e organizza sessioni di formazione a distanza sull'uso corretto del videoterminale. Con il medico competente verifica la sorveglianza sanitaria per i videoterminalisti. Il datore di lavoro regola pause e contatti periodici con il team. I team leader organizzano incontri regolari per ridurre l'isolamento.

Domanda aperta: come può l'azienda verificare che una postazione domestica sia adeguata senza invadere la vita privata del lavoratore?