Un'azienda di distribuzione alimentare fa costruire un nuovo magazzino refrigerato. Il coordinatore per la progettazione ha redatto il piano di sicurezza e coordinamento, ma alcune imprese hanno consegnato POS praticamente identici tra loro, scaricati da modelli generici, che non citano le lavorazioni specifiche né le macchine realmente utilizzate.
Il PSC, previsto dall'articolo 100 del D.Lgs. 81/08 con i contenuti minimi dell'allegato XV, è redatto dal coordinatore per la progettazione e riguarda l'organizzazione del cantiere nel suo complesso, le interferenze tra le imprese, le fasi e i costi della sicurezza. Il POS, definito dall'articolo 89 e richiesto dall'articolo 96, è invece redatto dal datore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice e riguarda il proprio cantiere: organizzazione, lavorazioni, attrezzature, sostanze, DPI, formazione dei propri lavoratori. Il POS integra il PSC ma non lo sostituisce, e un POS generico non permette di verificare il rispetto delle misure.
Il coordinatore per l'esecuzione respinge i POS non idonei, indicando cosa manca: nomi dei preposti, elenco aggiornato delle attrezzature, procedure specifiche per i pannelli coibentati e per le lavorazioni in quota. Il datore di lavoro di ciascuna impresa li rielabora con il proprio RSPP prima dell'inizio dei lavori. I capicantiere vengono convocati per illustrare come applicheranno le procedure.
Per discutere: quali segnali permettono a un coordinatore di capire in pochi minuti se un POS è stato scritto davvero per quel cantiere?