Modulo A – Schede pratiche · 72/80

Attacco informatico ai sistemi di controllo di un depuratore

Un impianto di depurazione delle acque reflue gestito da una società di servizi pubblici con sessanta addetti utilizza un sistema di supervisione e controllo da remoto per pompe, dosaggi di reagenti e paratoie. Un attacco informatico blocca per ore il sistema: gli operatori devono passare in modalità manuale, ma le procedure sono vecchie e alcuni comandi locali non sono mai stati provati.

Il rischio informatico ha ricadute dirette sulla sicurezza dei lavoratori: un dosaggio di reagenti fuori controllo o l'avvio imprevisto di una pompa durante una manutenzione possono causare infortuni. Il D.Lgs. 138/2024, che recepisce la direttiva NIS2, impone a molti soggetti dei settori essenziali, tra cui quello idrico, misure di gestione del rischio informatico e obblighi di notifica degli incidenti. Il nuovo regolamento europeo macchine 2023/1230 include tra i requisiti la protezione contro la corruzione dei sistemi di comando. Il D.Lgs. 81/08 chiede comunque di valutare tutti i rischi connessi all'organizzazione.

L'RSPP lavora con il responsabile informatico per individuare gli scenari in cui un guasto o un attacco può generare pericoli fisici. Propone procedure di funzionamento manuale aggiornate, esercitazioni periodiche e la verifica che i blocchi di sicurezza delle macchine non dipendano dalla rete. Il datore di lavoro integra il rischio informatico nel DVR e nel piano di emergenza. I capi turno sono addestrati a riconoscere comportamenti anomali degli impianti.

Discussione: chi deve partecipare alla valutazione quando un rischio nasce nel mondo digitale ma produce effetti fisici sulle persone?