Modulo A – Schede pratiche · 78/80

Esoscheletri in una linea di assemblaggio automotive

Un'azienda che produce componenti per l'industria automobilistica, con trecento dipendenti, vuole introdurre esoscheletri passivi per gli operatori che montano pezzi sopra la testa sulle linee di assemblaggio. Il fornitore promette una forte riduzione dell'affaticamento delle spalle. La direzione vorrebbe distribuirli subito a tutti, considerandoli una specie di nuovo DPI.

L'introduzione di una nuova tecnologia è un cambiamento organizzativo e produttivo che, secondo l'articolo 29, comma 3, del D.Lgs. 81/08, richiede la rielaborazione della valutazione dei rischi. Un esoscheletro può ridurre il carico su alcuni distretti corporei ma spostarlo su altri, limitare i movimenti, creare pressioni localizzate o interferire con le vie di fuga. Va chiarito se si tratta di un'attrezzatura o di un DPI, con le conseguenti verifiche di conformità e marcatura, e va valutata l'idoneità individuale degli utilizzatori con il medico competente. L'articolo 15 indica comunque la priorità delle misure collettive e ergonomiche alla fonte.

L'RSPP propone una sperimentazione su un gruppo di volontari, con osservazione ergonomica prima e dopo, raccolta del disagio percepito e confronto con possibili modifiche della postazione, come il ribaltamento del pezzo. Il datore di lavoro consulta l'RLS e decide in base ai risultati. I team leader raccolgono quotidianamente i riscontri degli operatori durante la prova.

Domanda per l'aula: quando una tecnologia nuova rischia di diventare un modo per non affrontare il problema ergonomico alla radice?