Modulo A – Esercitazioni · 5/50

Norme tecniche, buone prassi e linee guida in un laboratorio chimico

Un laboratorio di analisi ambientali con venticinque tecnici deve rinnovare le cappe chimiche. Il responsabile qualità sostiene che la norma tecnica di settore sia facoltativa e che quindi si possa scegliere il modello più economico, mentre un fornitore insiste che senza quella norma non si possa lavorare.

Entrambi semplificano troppo. L'articolo 2 del D.Lgs. 81/08 distingue tre strumenti: la norma tecnica, adottata da un organismo di normazione e di applicazione non obbligatoria in sé; le buone prassi, soluzioni organizzative validate e raccolte dalla Commissione consultiva; le linee guida, atti di indirizzo elaborati da enti pubblici. La norma tecnica diventa però decisiva quando la legge vi rinvia, oppure quando rappresenta lo stato dell'arte che il datore di lavoro deve considerare nel valutare i rischi e scegliere le misure. Discostarsene è possibile, ma bisogna dimostrare di garantire un livello di tutela almeno equivalente.

L'ASPP raccoglie le norme tecniche e le eventuali linee guida applicabili e redige una tabella di confronto tra i modelli proposti, verificando prestazioni di aspirazione, verifiche periodiche e documentazione. L'RSPP illustra al datore di lavoro che scegliere una cappa non conforme alla norma richiede una motivazione tecnica scritta e solida. Il responsabile di laboratorio programma le prove di funzionamento al collaudo e l'addestramento degli analisti.

Per il dibattito: secondo voi una norma volontaria può diventare di fatto vincolante, e in quali situazioni lo avete visto accadere?