Modulo A – Esercitazioni · 11/50

Il preposto che interrompe l'attività in un reparto di verniciatura

In una fabbrica di serramenti in alluminio con settanta addetti, il capo reparto verniciatura nota che due operatori continuano a lavorare in cabina senza respiratore, nonostante i richiami. Teme che fermarli significhi rallentare la produzione e attirarsi le critiche del responsabile di stabilimento.

Dopo le modifiche introdotte dalla legge 215 del 2021, l'articolo 19 del D.Lgs. 81/08 è esplicito: il preposto, quando rileva comportamenti non conformi alle disposizioni ricevute, deve intervenire per modificarli e, se la mancata attuazione persiste, interrompere l'attività del lavoratore e informare i superiori diretti. Deve inoltre interrompere temporaneamente l'attività in caso di deficienze dei mezzi e delle attrezzature rilevate durante la vigilanza. L'articolo 18, comma 1, lettera b-bis, obbliga il datore di lavoro e i dirigenti a individuare il preposto, e i contratti collettivi possono prevedere un emolumento per questo ruolo.

L'RSPP chiarisce al capo reparto che fermare il lavoro in quella situazione non è una scelta discrezionale ma un dovere, e che la direzione deve sostenerlo. Il datore di lavoro formalizza l'individuazione dei preposti con lettera e organizza l'aggiornamento formativo previsto. L'ASPP verifica la disponibilità dei respiratori, il corretto stoccaggio dei filtri e la presenza della cartellonistica all'ingresso della cabina.

Vi chiedo: come si costruisce in azienda un clima nel quale il preposto che ferma una lavorazione venga percepito come un alleato e non come un ostacolo?