In un centro di distribuzione alimentare con centoventi addetti, un carrellista esperto ha coperto con nastro adesivo il sensore di presenza del sedile del carrello elevatore, perché a suo dire il mezzo si fermava troppo spesso. La cosa viene scoperta durante un controllo di routine del manutentore.
Anche il lavoratore ha precisi doveri. L'articolo 20 del D.Lgs. 81/08 gli impone di prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti, di utilizzare correttamente le attrezzature e i dispositivi di sicurezza, di segnalare immediatamente le deficienze dei mezzi e di non rimuovere né modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza, segnalazione o controllo. La violazione è sanzionata in via autonoma. Questo non esonera però l'azienda: il datore di lavoro e i preposti devono vigilare, e un'anomalia ripetuta del sensore andava segnalata e risolta.
L'ASPP ricostruisce l'accaduto con il preposto di turno e il manutentore, verificando se il sensore avesse un difetto reale. Il datore di lavoro avvia il procedimento disciplinare previsto dal contratto, ma contemporaneamente fa controllare tutti i carrelli della flotta. L'RSPP inserisce nel programma formativo un modulo pratico sul perché esistono quei dispositivi e organizza una breve sessione con i carrellisti per raccogliere le loro segnalazioni sulle macchine.
Pensateci insieme: quando un lavoratore manomette un dispositivo, quanto pesa la responsabilità personale e quanto il modo in cui l'organizzazione ha gestito i segnali precedenti?