Una software house con cinquanta sviluppatori e una decina di persone negli uffici commerciali non ha mai convocato la riunione periodica sulla sicurezza. La direzione ritiene che in un ambiente fatto di scrivanie e monitor non ci sia nulla di cui discutere, e che bastino le comunicazioni via posta elettronica.
L'articolo 35 del D.Lgs. 81/08 impone, nelle aziende e unità produttive che occupano più di quindici lavoratori, una riunione almeno una volta l'anno, indetta dal datore di lavoro direttamente o tramite il servizio di prevenzione. Vi partecipano il datore di lavoro o un suo rappresentante, il responsabile del servizio di prevenzione, il medico competente ove nominato e il rappresentante dei lavoratori. Gli argomenti minimi sono il documento di valutazione, l'andamento degli infortuni e della sorveglianza sanitaria, i criteri di scelta dei dispositivi di protezione e i programmi di informazione e formazione. Della riunione va redatto un verbale.
L'RSPP prepara un ordine del giorno che tenga conto dei rischi reali: postazioni al videoterminale, lavoro ibrido, carichi di lavoro nei rilasci delle versioni, stress lavoro-correlato, emergenze in un edificio condiviso con altre aziende. Il medico competente porta i dati anonimi e collettivi della sorveglianza sanitaria. Il rappresentante dei lavoratori raccoglie in anticipo le segnalazioni dei colleghi tramite un breve questionario.
Domanda di chiusura: come rendereste una riunione periodica utile e non un rito annuale, in un'azienda dove i rischi sembrano minimi?