Modulo A – Esercitazioni · 29/50

Soci lavoratori di una cooperativa di pulizie industriali

Una cooperativa di pulizie con centoventi soci lavoratori opera in ospedali, uffici e stabilimenti alimentari. Il presidente ritiene che, trattandosi di soci e non di dipendenti, le regole sulla sicurezza si applichino in forma attenuata, e lascia ai singoli capisquadra la scelta dei prodotti chimici e dei dispositivi di protezione.

Il D.Lgs. 81/08 smentisce questa convinzione. L'articolo 2, comma 1, lettera a, comprende tra i lavoratori il socio lavoratore di cooperativa e l'associato in partecipazione, equiparandoli a tutti gli effetti. La cooperativa è quindi datore di lavoro e deve valutare i rischi, compresi quelli chimici del Titolo IX legati a detergenti e disinfettanti, nominare il medico competente, formare e fornire i dispositivi. Nei cantieri presso i clienti si applica inoltre l'articolo 26 sugli appalti, con lo scambio di informazioni sui rischi dell'ambiente di lavoro e la valutazione delle interferenze.

L'RSPP della cooperativa centralizza la scelta dei prodotti, privilegiando quelli meno pericolosi e raccogliendo tutte le schede di sicurezza. Prepara schede di cantiere per tipologia di cliente, con rischi specifici, dispositivi e procedure. Il medico competente imposta la sorveglianza sanitaria in base all'esposizione. I capisquadra vengono individuati come preposti, formati e dotati di una lista di controllo da usare all'avvio di ogni nuovo cantiere.

Mettiamola così: in una cooperativa il socio è insieme imprenditore e lavoratore; come cambia, se cambia, il suo modo di vivere la prevenzione?