Modulo A – Esercitazioni · 32/50

Modello organizzativo 231 in un gruppo della gomma-plastica

Un gruppo produttivo della gomma-plastica con tre stabilimenti e quattrocento dipendenti è chiamato dal proprio principale cliente, una multinazionale dell'automotive, ad adottare un modello di organizzazione e gestione. Il consiglio di amministrazione chiede all'RSPP che cosa c'entri la sicurezza con un modello che pensava riguardasse soprattutto reati societari.

Il collegamento è diretto. Il D.Lgs. 231 del 2001 prevede la responsabilità amministrativa degli enti per alcuni reati commessi nel loro interesse o vantaggio, e l'articolo 25-septies include l'omicidio colposo e le lesioni gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. L'articolo 30 del D.Lgs. 81/08 indica le caratteristiche che il modello deve avere per avere efficacia esimente: assicurare l'adempimento degli obblighi relativi a standard tecnici, valutazione dei rischi, emergenze, sorveglianza sanitaria, formazione, vigilanza, con sistemi di registrazione, un'articolazione di funzioni, un sistema disciplinare e un controllo sull'attuazione. Per i modelli conformi alle linee guida UNI-INAIL opera una presunzione di conformità.

L'RSPP propone di partire dal sistema di gestione già esistente, allineato alla norma internazionale sui sistemi di gestione per la salute e sicurezza. Il consiglio nomina l'organismo di vigilanza. I responsabili di stabilimento definiscono flussi informativi su infortuni, quasi incidenti e audit.

Un quesito per voi: un modello organizzativo può ridursi a un faldone in un armadio, e quali segnali rivelano che invece è vivo?