Un'associazione di categoria delle imprese di onoranze funebri riceve da molti associati la stessa domanda: se e come applicare alcuni obblighi del D.Lgs. 81/08 alle attività svolte nelle abitazioni private e nelle strutture sanitarie, dove gli addetti si trovano a operare in ambienti che non controllano. Le risposte dei consulenti locali sono contraddittorie.
Per i dubbi di ordine generale esiste uno strumento apposito. L'articolo 12 del D.Lgs. 81/08 consente a organismi associativi a rilevanza nazionale degli enti territoriali, enti pubblici nazionali, organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative e consigli nazionali degli ordini professionali di inoltrare quesiti alla Commissione per gli interpelli. Le risposte della Commissione orientano poi l'operato degli ispettori, che ne devono tenere conto come criteri interpretativi. Il singolo imprenditore può solo sollecitare la propria associazione.
L'RSPP che segue diverse imprese associate aiuta l'associazione a formulare un quesito chiaro e generale. Nel frattempo suggerisce alle aziende un approccio prudente: valutare comunque i rischi tipici delle attività esterne, come movimentazione, rischio biologico e aggressioni, e prevedere procedure di coordinamento con le strutture ospitanti. I datori di lavoro adottano queste misure senza attendere la risposta, e i responsabili delle squadre ricevono istruzioni scritte.
Domanda di riflessione: quali vantaggi e quali limiti vedete in uno strumento che fornisce risposte generali a problemi che in azienda sono sempre concreti?