Il titolare di una gelateria artigianale con quattro dipendenti e un laboratorio di produzione scopre, parlando con un collega, che anche lui deve seguire un corso sulla sicurezza, pur non svolgendo direttamente i compiti di responsabile del servizio di prevenzione, affidati a un consulente esterno.
L'obbligo nasce dalla legge 215 del 2021, che ha modificato l'articolo 37 del D.Lgs. 81/08 prevedendo che anche il datore di lavoro riceva una formazione adeguata e specifica sui propri compiti. L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, in vigore dal 24 maggio 2025, ha riordinato in un unico testo la disciplina della formazione, definendo i percorsi per datori di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori, RSPP e ASPP, le modalità di erogazione e la verifica dell'efficacia. È un percorso distinto da quello che serve al datore di lavoro che sceglie di svolgere personalmente i compiti del servizio di prevenzione secondo l'articolo 34.
Il consulente che svolge il ruolo di RSPP spiega al titolare quali corsi deve frequentare e con quali soggetti formatori, chiarendo la differenza tra le due figure. Aggiorna inoltre il piano formativo dei dipendenti, che comprende la formazione generale e specifica, l'aggiornamento del personale addetto al primo soccorso e alle emergenze, e la formazione sull'igiene degli alimenti, che segue una disciplina diversa. Il titolare inserisce le scadenze in un calendario condiviso.
Per voi: perché il legislatore ha ritenuto necessario formare anche chi, come il datore di lavoro, dovrebbe già conoscere i propri obblighi?